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Storia del tennistavolo

Aggiornato il 14 settembre 2014

Origini ed evoluzione del tennistavolo

Contrariamente a quanto si potrebbe credere, non sono gli asiatici ad avere inventato questo gioco. Infatti il tennistavolo ha le sue origini in Inghilterra nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo.

Dal gioco del Badminton, che sin dal medioevo è stato un passatempo praticato a corte e giocato nei giardini o nelle ampie sale di palazzo, hanno preso origine diversi giochi, tra questi il Tennis ed il Tennistavolo. Nel 1884 compare per la prima volta il termine “Tennis Tavolo” in un catalogo commerciale del venditore di articoli sportivi F.H. Ayres.
All’epoca si utilizzava una pallina di cauciù, un’asse fungeva da rete e le racchette assomigliavano a quelle da tennis con delle corde di cotone ed un manico molto lungo.

Con l’avvento della plastica e della celluloide furono introdotte nuove palline, che sostituirono in breve tempo quelle di gomma e di sughero. Nel 1890 un ingegnere inglese tale James Gibbs scopre presso gli americani delle palline in plastica destinate ad un gioco per bambini. Gli viene allora l’idea di utilizzare queste palline, molto più leggere di quelle in cauciù, per giocare al ping-pong. La sua idea permette di migliorare enormemente questo sport. Pertanto le palline utilizzate a quel tempo erano molto differenti dalle attuali: un libro datato 1905 cita che la pallina di celluloide aveva un diametro di 2,0 cm ossia la metà in meno delle attuali.
A quel tempo cambia radicalmente anche l’attrezzo usato per colpire la pallina (che sino ad allora assomigliava ad un tamburello) con la nascita della moderna racchetta in legno. L’idea della tela gommata (sostitutiva dei primi rivestimenti in sughero) dovuta all’inglese E.C. Goode nel 1902, permette la costruzione di racchette molto simili alle attuali. Molto presto il gioco si espande su tutto il continente europeo, importato dai turisti e dagli studenti. Il suono della pallina che sbatte contro il tavolo e la racchetta, darà origine alla creazione del termine onomatopeico “ping pong”. I due termini convivono ancora oggi, tanto che spesso il giocatore è chiamato pongista. In Francia questo gioco lo si chiama piuttosto “pim pam” oppure “gossima” e negli Stati Uniti “Whiff Whaff”. Tuttavia allorché il “ping pong” si espanse e si ebbero le prime competizioni importanti, si preferì dargli il nome di “Tennistavolo” a questo sport, anche per motivi legali essendo il nome “ping pong” già utilizzato.

Nel 1926 nasce in Europa la federazione internazionale I.T.T.F. (International Table Tennis Federation) grazie al lavoro organizzativo svolto dal tedesco Gorge Lehmann. Sempre nel 1926 a Londra fu disputato il primo Campionato Mondiale con la partecipazione degli atleti di Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Svezia e India; grazie alla presenza di giocatori asiatici lo si potè definire “mondiale”. Le competizioni si svolsero su sei tavoli con reti alte 17 cm. che ostacolavano non poco le azioni d’attacco. Infatti la tecnica allora era molto precaria ed i giocatori si accontentavano, nella maggior parte dei casi, di rimettere in tutta sicurezza la pallina dall’altra parte della rete.

In occasione dei campionati mondiali di Stoccolma nel gennaio 1928, si decide di concludere la partita ai 21 punti. Il gioco evolve ancora ed i giocatori difensivi prendono il passo su quelli maggiormente portati all’attacco, con l’effetto di prolungare molto le partite.

Verso la fine degli anni trenta poi, si proibisce di poter dare l’effetto con le dita durante il servizio, un esercizio di stile percui gli Americani erano diventati dei veri maestri.

Nel 1951 avviene una nuova svolta tecnica, quasi una rivoluzione, con l’introduzione dei rivestimenti delle racchette cosiddette “sandwich”. Con esse si migliorano le prerogative dinamiche del gioco, e di riflesso la popolarità ed il numero dei praticanti a tutti i livelli aumentarono notevolmente. Sorsero le prime scuole europee le cui più importanti sono ancora oggi in Germania, Svezia e Francia, seguite dalle nazioni dell’Est quali Russia, Ungheria ed ex Jugoslavia.

In Asia il Tennistavolo sembra essersi diffuso alla fine del diciannovesimo secolo, dapprima in Giappone e successivamente in Cina e Corea. In Asia nacque una grande scuola pongistica e con un diverso modo di ipugnare la racchetta ossia “a penna” (così denominato poiché ricorda il modo di tenere le dita durante la scrittura. Lo stile di gioco che ne deriva caratterizza la principale diversità tra le scuole pongistiche d’Occidente e d’Oriente.
Tranne rarissime eccezioni, i Campionati del Mondo sono sempre stati vinti da atleti asiatici.
La nazione che possiede il maggior numero di praticanti al mondo è la Cina, seguita dal Giappone e dalla Corea, potendo contare su un bacino enorme di giovani.

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